Il quartiere si sviluppa dalla stazione di Porta Nuova in direzione del Po. È conosciuto per essere uno dei luoghi multietnici e multiculturali di Torino. A riprova di questo, nel borgo sono presenti una sinagoga, un tempio valdese, una moschea dentro un basso fabbricato, e ben quattro chiese cattoliche. Il Borgo San Salvario viene pianificato tra il 1846 ed il 1854, ma dalla metà del '600, su progetto di Carlo e Amedeo di Castellamonte, vengono edificati la chiesa di San Salvatore, da cui prende il nome, e il castello del Valentino, residenza della Madama Reale Maria Cristina di Francia. Tra gli edifici più antichi vi sono quelli innalzati nel 1852 su disegno di Carlo Promis, che si trova all'incrocio tra corso Vittorio Emanuele II e la strada di Nizza.
Il borgo, nonostante un significativo insediamento industriale e operaio, non assunse mai le caratteristiche di "barriera": la popolazione è adeguatamente uniformata e distribuita nelle varie attività del quartiere, che si sviluppa commercialmente tra il mercato di piazza Madama Cristina (il secondo di Torino per importanza) e il grande comprensorio di commercio all'ingrosso dei "Doks" di corso Dante.