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linee guida

On stage

La musica corale è in un certo senso un teatro di voci. In particolare questo lo si può dire riferendosi ad alcune delle più significative esperienze italiane: dal madrigale alla policoralità, fino all’opera lirica. Per questo, il filo conduttore del teatro sembra poter racchiudere importanti esperienze del passato, della tradizione colta e popolare, e al tempo stesso aprirsi ad un modo innovativo di concepire la performance corale, che includa movimento, recitazione, sensibilità per le relazioni sonore nello spazio. Torino si propone come palcoscenico della coralità europea: con i suoi teatri e le sue sale, con la sua architettura, i palazzi, le piazze, offre gli spazi e le cornici scenografiche ideali per realizzare progetti “in scena”. Inoltre la sua caratteristica di città del cinema suggerisce uno stimolante ampliamento della dimensione visiva dal palco allo schermo, con ulteriori implicazioni nel campo della registrazione e riproduzione sonora, nell’uso di nuove tecnologie e nuovi mezzi di comunicazione al servizio della musica corale. Infine è importante ricordare che il teatro è nato come luogo di incontro della polis, luogo di scambio di idee, di discussione: impariamo nuovamente a incontrarci, a parlarci, a scambiarci emozioni e valori usando il linguaggio della musica.

Festa!

L’idea di festa va intesa in un’accezione molto ampia. Include certamente l’idea di leggerezza e di divertimento, ma riguarda soprattutto l’atmosfera che regnerà durante il festival e l’intesa che si desidera stimolare tra le persone. Fonte d’ispirazione è il Mediterraneo, il mare che bagna e unisce culture e storie diverse. Torino e l’Italia si propongono come padroni di casa, che accolgono i loro ospiti con cura e semplicità, mettendo a disposizione la propria dimora e le tradizioni che la animano, chiedendo in cambio agli invitati di portare qualcosa da condividere con tutti: suoni, colori, sapori, lingue. La piazza, luogo di incontro e di scambio, diventa il simbolo di questa condivisione e dell’energia e curiosità che anima il festival. La città in quei giorni si presenta come un microcosmo dove risuonano canti, dialetti, idiomi di tutto il mondo, e si anima di danze, giochi, performance, costumi. E il festival propone non un contenitore dove i cori si esibiscono, ma una visione articolata delle tradizioni presenti. Come in ogni festa che si rispetti, i canali di comunicazione giovanili rappresentano la modalità ideale per creare una forte attesa e un tam tam… incontrollato.

Soul food

Sappiamo quanto il coro arricchisca la crescita dell’individuo e quanto l’esperienza vocale sia preziosa, insostituibile, per i bambini e i ragazzi. A loro il festival vuole dedicare una speciale attenzione, e con loro vuole immaginare un mondo migliore grazie alla musica.
Il coro è un modello di società dove ascolto, rispetto, cooperazione, solidarietà procedono al fianco di arte, bellezza e cultura, dove tradizione e innovazione si manifestano non solo nel fare musica ma nelle modalità di convivenza e di apertura verso gli altri. Per questi motivi il coro è un importante ed efficace strumento in situazioni sensibili, in zone del mondo – ma anche delle nostre città – dove non tutti hanno mezzi, possibilità e accesso alla cultura. Torino vuole essere una vetrina di progetti e situazioni modello, dove cantare assieme sviluppa una forza tale da cambiare le persone e per questo, forse, il mondo.

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Best of the festival!
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